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Dragone
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Il mwbqdragone è un componente di una mwbgunità militare terrestre in essere dal mwbwXV secolo. Inizialmente il termine si riferiva ad un mwcaarchibugiere a cavallo e più tardi servì a designare un mwcqmilitare appartenente a una specialità della mwcgcavalleria.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Durante il mwdgXVII secolo e gli inizi del mwdwXVIII secolo un dragone era tradizionalmente un soldato addestrato al combattimento a piedi, ma che si muoveva a mweacavallo. Il nome deriverebbe dalla principale arma utilizzata, una mweqcarabina o mwegmoschetto corto chiamato mwewdragon per il fumo che emetteva allo sparo.
Un'altra ipotesi fa risalire il nome a Guillaume de Gomiécourt, signore di mwfqWailly nell'mwfgXI secolo, che ricevette l'appellativo di mwfwDragon da mwgaEnrico I di Francia per la sua determinazione nel combattere gli inglesi. Più tardi suo figlio, Raoul Dragon de Gomiécourt, reclutò una truppa di soldati addestrati a combattere sia a piedi che a cavallo, che presero il nome e il vessillo dal loro comandante.cite-ref-1[1]
mwjaGustavo II Adolfo di Svezia nel XVII secolo introdusse questo tipo di truppe nel proprio esercito. Allora il dragone era armato di una sciabola, di un'ascia e di un fucile. La maggior parte degli eserciti europei imitò il sovrano svedese. Per tutto il secolo successivo il carattere di fanteria della specialità continuò ad attenuarsi per poi scomparire.
Il termine "dragoni" finì per indicare la cavalleria media a partire dall'epoca delle prime guerre combattute da mwjgFederico il Grande, alla metà del XVIII secolo.
Dalla fine del XVIII secolo alcuni reggimenti iniziarono a ricevere la denominazione di mwkadragoni leggeri, poiché montavano cavalli più leggeri e rapidi, e portavano mwkqsciabole leggere. Erano addestrati alla mwkgesplorazione, alla mwkwschermaglia e ad altri compiti in cui era essenziale la velocità. Nei primi anni del mwlaXIX secolo la mwlqGran Bretagna convertì i propri dragoni leggeri in mwlglancieri e mwlwussari.
Nel mwngDucato di Savoia la nascita di questa specialità risale al 1683, anno in cui venne creato il primo reggimento col nome di "Dragoni di Sua Altezza Reale" o "Dragons Bleus" (antenato del "mwnwGenova Cavalleria" attuale reggimento della "mwoabrigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli") a causa della loro uniforme blu. Entro la fine del secolo vennero creati altri due reggimenti i "Dragoni del Genevois"(1689) e i "Dragoni di Piemonte"(1690), detti rispettivamente "Dragons Verts" e "Dragons Jaunes"(quest'ultimo è l'antenato del "mwoqNizza Cavalleria", attuale reggimento della mwogbrigata alpina "Taurinense").
Solo più tardi, tra gli anni venti e trenta del XVIII secolo, si aggiunsero altri due reggimenti, che furono i "Dragoni di Sardegna", stanziati nell'omonima isola, e i "Dragoni della Regina", che fu creato durante la mwpaGuerra di Successione Polacca con i cavalieri della disciolta "Compagnia Usseri" (unico tentativo piemontese di creare un corpo di cavalleria leggera nella prima metà del secolo).
In mwpgetà contemporanea tali unità sono state soppresse in quasi tutti gli eserciti del mondo; ad esempio nell'mwpwesercito svizzero le unità di dragoni a cavallo furono abolite nei primi mwqaanni settanta, e riconvertite in unità di mwqqgranatieri corazzati, tuttavia la denominazione è rimasta, in alcuni eserciti, ad indicare unità militari dotate di mezzi corazzati leggeri ed adibite a compiti di esplorazione e mwqgpattugliamento. Esistono unità di dragoni negli eserciti statunitense, britannico, italiano e canadese.
Caratteristiche
Per l'utilizzo a cavallo dell'archibugio, eruttante una vistosa emissione di fuoco e fumo, questo corpo militare venne idealmente accomunato ai mwrwdraconarii, mwsasigniferi a cavallo dell'mwsqesercito romano che portavano un mwsgvessillo con una testa di drago. Da mwswdraconarius discende il termine "dragone".cite-ref-2[2]
I dragoni erano organizzati non in mwuqsquadroni come la cavalleria ma in mwugcompagnie come la mwuwfanteria, da cui i loro mwvaufficiali provenivano. La flessibilità derivante dall'essere in pratica una "mwvqfanteria a cavallo" li rese un'arma efficace, quando impiegati in "operazioni speciali" o la contromwvgguerriglia sia per quella che oggi verrebbe definita "sicurezza interna" per fronteggiare il mwvwcontrabbando o i disordini civili, essendo addestrati anche per il combattimento a terra.
Un mwwqreggimento di dragoni era anche un po' meno costoso da costituire e mantenere rispetto ad un reggimento di cavalleria di altre specialità, perché aveva un minor addestramento equestre e cavalli meno pregiati; d'altra parte in rapporto a quest'ultima i dragoni si trovavano in condizioni di svantaggio, perciò costantemente cercarono di elevare la propria capacità equestre, il proprio armamento, ed anche lo status sociale, ai livelli dei reparti più "tradizionali".
Corpi famosi
Durante la mwxaguerra di secessione americana le due parti belligeranti utilizzarono le loro cavallerie sia come unità di esplorazione che come unità di mwxqfanteria montata, non distinguendo più di fatto tra cavalleria leggera e pesante.
Tra il mwxw1881 e il mwya1910 tutte le unità della cavalleria mwyqrussa tranne i mwygcosacchi e le unità della mwywguardia imperiale russa furono denominate dragoni, riflettendo con ciò l'importanza attribuita alle operazioni appiedate nel loro addestramento.
Dragoni francesi
Agli inizi del mwbg1800 mwbwNapoleone Bonaparte potenziò gli effettivi dei dragoni elevandone l'organico e portandolo a 30 mwcareggimenti dai 20 precedenti. Nel mwcq1806 anche la mwcgguardia imperiale fu dotata di un reparto di dragoni (circa un reggimento col nome di mwcwRégiment de dragons de la Garde impériale conosciuto anche come mwdaDragons de l'Impératrice). Ogni reggimento era costituito da 1055 uomini.
I dragoni erano armati di mwdgmoschetto, a differenza degli altri reparti che erano armati con la classica mwdwcarabina. Il moschetto adottato dai dragoni era il modello 1777, ma già nel mwea1801 fu sostituito da una versione di maggior qualità su cui si poteva anche innestare una mweqbaionetta, fu in seguito assegnato anche ad altri reparti di cavalleria.
Nel combattimento ravvicinato a cavallo usavano la stessa mwewsciabola in dotazione a tutti i reparti di cavalleria pesante. I dragoni francesi erano inoltre dotati di mwfapistola modello 1777 verso la fine dell'impero napoleonico uscirono anche delle versioni migliorate con l'impugnatura accorciata.
Le cavalcature dei dragoni dovevano essere più robuste rispetto a quelli degli altri corpi militari; caratteristica che si ritrovava negli esemplari del mwfgCalvados e sulle rive della mwfwManica e della mwgaMosa. I reggimenti di dragoni, servirono essenzialmente in mwgqSpagna, e tranne rare eccezioni non combatterono più a piedi.
Dragoni pontifici
Su impronta dei predetti dragoni napoleonici, all'inizio del XIX secolo anche lo stato pontificio creò un proprio corpo di dragoni. Questi avevano compiti di contrastare il dilagante mwhabrigantaggio all'interno dello mwhqStato Pontificio, nonché di fiancheggiare la mwhgfanteria pontificia sui campi di battaglia. Il momento più glorioso dei dragoni pontifici fu la mwhwcarica di Cornuda (9 maggio mwia1848) in cui uno squadrone di dragoni scompigliò una divisione di fanteria austriaca, subendo praticamente il 90% delle perdite ma salvando in quel modo i volontari italiani dalla distruzione per opera del comandante austriaco Nugentcite-ref-3[3]. Gli stessi reparti ebbero un ruolo decisivo fiancheggiando la propria fanteria durante la mwjqbattaglia di Mentana, mettendo in fuga lo stesso mwjgGiuseppe Garibaldi.
Dragoni polacchi
L'mwkqesercito polacco in mwkgetà moderna impegnò unità di questo tipo nel proprio esercito, soprattutto nel XV e XVI secolo, inquadrati in varie formazioni e contingenti.cite-ref-4[4]
Dragoni italiani
Due reggimenti di dragoni sono tuttora attivi nell'esercito italiano: il mwmqReggimento "Nizza Cavalleria" (1º) fondato nel 1690 e il mwmgReggimento "Genova Cavalleria" (4º) fondato nel 1683. Entrambi i reggimenti fanno parte della Cavalleria di linea.
L'uniforme
Le loro uniformi nei vari eserciti erano molto variabili, mancando degli aspetti accomunanti i diversi reggimenti di ussari o lancieri: c'erano infatti occasionali rimembranze dell'arma di origine, perciò i reggimenti di dragoni tedeschi portavano mwnqelmetti chiodati dello stesso genere della fanteria, e quelli britannici vestivano giacche rosso scarlatto (gli ussari e quasi tutti i reggimenti di lancieri le portavano blu). Per altri aspetti tuttavia i dragoni avevano ormai adottato le stesse tattiche, ruoli ed equipaggiamento delle altre specialità di cavalleria, e la distinzione si riduceva ai semplici titoli tradizionali.
Note
cite-note-11. ↑ Nella sua "Histoire des dragons", pubblicata nel 1893, il capitano Choppin sviluppa la teoria secondo cui il soprannome "drago" fu dato a Guillaume de Gomiécourt, signore di Wailly nel XII secolo e acerrimo nemico degli inglesi, da Enrico I, figlio di Guglielmo il Conquistatore. In seguito, Raoul Dragon de Gomiécourt, discendente del signore di Wailly, formò una truppa i cui soldati combattevano a piedi e a cavallo. Essendo questi ultimi colpevoli di saccheggi e carneficine, furono chiamati "draghi" come il loro capo (cfr. mwpa(mwpqmwpgFR) mwpwmwqaLes thèses sur l'origine des Dragons, su mwqqle20edragons.free.fr, Le 20e Dragons, 2007.).
cite-note-22. ↑ Giuseppe Ballerini, mwrqDizionario italiano-scientifico-militare, Napoli, Tipografia Simoniana, 1824
cite-note-33. ↑ mwsqBattaglia di Cornuda mwsgArchiviatomwsw il 2 febbraio 2014 in mwtaInternet Archivemwtq. URL consultato il 1º novembre 2010
cite-note-44. ↑ mwugmwuwL'esercito rinascimentale polacco da web.infinito.it
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikisource
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Collegamenti esterni
• mwygL'associazione storica dei dragoni rossi piemontesi, su dragonirossi.it. URL consultato l'11 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2017).
• mwza(EN) I dragoni di Westminster, su westminsterdragoons.co.uk. URL consultato il 20 giugno 2006 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2011).
• mwzg(EN) I dragoni del Saskatchewan, su saskd.ca. URL consultato il 27 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 31 dicembre 2005).
• mw0a(EN) I dragoni della Columbia Britannica, su bcdragoon.ca. URL consultato il 27 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2006).
• mw0g(EN) Società di cavalleria militare, su militaryhorse.org. URL consultato il 27 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2006).
• mw1a(EN) Storia della cavalleria francese napoleonica, su napoleonistyka.atspace.com.